Abbiamo visto precedentemente come la decisione di delegare aspetti della propria attività possa avere un impatto positivo sulla crescita del proprio business, soprattutto in termini di scalabilità e sostenibilità non solo economica.

Ora vogliamo portare questo concetto della delega all’estremo (spoiler: parleremo di partnership!) e offrire uno spunto di riflessione non convenzionale per l’avvio di nuove imprese nel mondo food.

Perché proprio nel food? Ormai non è più un segreto che Flowerista ha dato vita al nuovo ramo Foodstarter. Se ti stai chiedendo cosa significa per noi portare il nostro approccio gentile e il nostro pensiero laterale in questo settore, nelle prossime righe puoi trovarne un esempio.

Nel mondo della moda o in quello della cosmesi, da decenni è ampiamente adottato dai big player di settore un modello di business che si basa sul delegare la produzione conto terzi. Ovvero: il core business è la vendita di un prodotto specifico ma tutti i processi produttivi sono affidati ad un’azienda partner esterna. Un esempio recente noto a tutti è il caso Vera Lab, e ci torniamo più avanti.

Passando in ambito food, si può pensare in grande al mondo della GDO, che affida la linea di prodotti a marchio dei supermercati ad aziende esterne specializzate.

Ma non è la stessa cosa: per i supermercati si tratta di un business secondario.

Come diverso è il caso delle attività di ristorazione che ad esempio si affidano ad una pasticceria per la linea dei dolci.

Ci interessa invece qui considerare il vantaggio che si può trarre dall’impostare un nuovo food business prevedendo interamente l’esternalizzazione dei processi produttivi, o meglio, realizzandoli in collaborazione con un’azienda già strutturata. Significa affidare e condividere la propria idea di prodotto ad una realtà che, per esempio, ha le competenze tecniche che consentono di metterla a punto con le caratteristiche che si desiderano. Il tutto senza dover prevedere a monte un più che oneroso investimento per la creazione della struttura adeguata. 

Così infatti è iniziata la collaborazione tra Vera Lab di Cristina Fogazzi alias @estetistacinica e Biogei che ne sviluppa i prodotti. Chi ne ha tratto il maggior vantaggio? Senza dubbio entrambi! Si è infatti verificato un percorso di crescita condiviso che è sotto gli occhi di tutti. 

Questo nel mondo del food accade molto raramente, mentre può essere una soluzione davvero smart per chi intende sviluppare la propria idea di prodotto. 

Caffè Carnera, il coffee brand fondato da Antonio Pagano, docente di Foodstarter, ha adottato da subito questo modello. 

Dice Antonio: “Avevo un’idea di progetto e l’accesso economico per attivare il sito di produzione era enorme. Trovare invece una collaborazione esterna mi ha permesso di provare a fare e capire se la mia idea aveva senso. È stato così, tanto che ho deciso di continuare senza cambiare modello di business”.

In effetti sono significativi i vantaggi che si possono associare a questa scelta:

  1. Maggiore sostenibilità economica

Certo, si potrebbe obiettare che si avrà un impatto sui costi di produzione, ma senza dubbio, sgravati da ingombranti costi di struttura, si abbassa notevolmente la soglia produttiva che consente l’avvio dell’impresa. In poche parole: i volumi di produzione e le vendite da generare per far sì che il gioco valga la candela, diventano decisamente più accessibili, tanto che ci si può permettere, come racconta Antonio di, provare a fare.

  1. Scalabilità 

Affidando la produzione ad una struttura già attiva, si garantisce più facilmente scalabilità al nostro prodotto: verosimilmente una realtà già avviata ci consente di assorbire potenziali volumi in crescita senza dover aumentare gli investimenti.

  1. Più focus sulla gestione

Una volta attivata la giusta collaborazione lato produzione, ci si potrà concentrare maggiormente sul  marketing, sullo sviluppo della rete commerciale e sulla gestione degli ordini. 

  1. Sostenibilità ambientale

Accorpando la produzione ad un luogo che già esiste si ha certamente un minore impatto sull’ambiente rispetto a quello che avrebbe la creazione di un nuovo spazio.

  1. Partnership come occasione di crescita reciproca

Come dicevamo rispetto al caso di Vera Lab: se si instaura una valida collaborazione entrambe le parti ne traggono vantaggio.

  • Se cresco io, cresci tu;
  • Avviene uno scambio di competenze che può arricchire l’esperienza di entrambe le realtà;
  • Si crea l’occasione di aprire nuove linee di business per realtà gia avviate, con meno rischi d’impresa e puntando sul nuovo. Viceversa si da la possibilità al nuovo di farsi strada.

Va da sé, occorre saper individuare il giusto partner, e per fare questo occorre investire del tempo in una accurata ricerca. Ma quali requisiti si devono cercare?

Ovviamente variano in base al tipo di attività, ma il comune denominatore, il criterio più importante, è che il nostro partner sia allineato alla nostra visione, che sappia capire quale sia il nostro obiettivo, la nostra direzione.

Cosa ancora più importante è sia chiaro a noi che stiamo per partire con una nuova impresa. 

È esattamente questo il motivo per cui insieme ad Antonio, abbiamo voluto aprire il ciclo di lezioni del percorso Foodstarter con questo tema: “Chi sei? In cosa credi? Cosa vuoi dire?”

Come è stato agli albori della community Flowerista, e come è ora per Flowerista Società Benefit, queste domande sono al centro di tutto, sono il cuore pulsante intorno a cui si può costruire un ecosistema in cui tutte le parti trovano il loro spazio e la loro occasione di crescita. (Una chicca che la dice lunga a questo proposito: leggi qui il manifesto dei valori di Vera Lab!)

Nel mondo del food è ancora molto forte quella specie di sentimento di avversione nei confronti dei competitor, quel “mors tua vita mea” che noi vorremmo scalzare completamente. C’è posto per tutti, ed è più semplice trovare il proprio se ci si muove con consapevolezza, si appronta una strategia e si individuano i giusti compagni di viaggio.

Foodstarter nasce con questo spirito, così oggi, grazie all’incontro tra Sara Malaguti e Antonio Pagano (toh, una partnerhip!), Flowerista approda nel mondo food.

Foodstarter è un hub in cui approcciare in maniera non convenzionale nuovi possibili idee di food, attraverso un programma di lezioni e una fase di mentoring, per poi accedere alla possibilità di finanziamento da parte di investitori.

Se sei interessato a scoprire di più e sapere se Foodstarter fa per te, qui puoi prenotare la tua call conoscitiva gratuita!