Quando non si conosce bene una materia, è difficile non solo fare tutto autonomamente, ma anche capire a quali esperti affidarsi. E’ quello che succede con il Digital Marketing, settore in cui i ruoli e le specializzazioni sono in costante aumento. E più in generale quando si vuole avviare un business online: capire a chi rivolgersi e con quale scopo è il primo passo verso una strategia efficace.
Vediamo allora chi fa cosa e da dove partire per chiarirsi le idee.

Ma quali sono le figure del Digital Marketing? Vediamole insieme!

Web designer e Web developer – la prima differenza 

Ipotizziamo che il sito non voglia crearlo tu, bensì affidarti ad un professionista; chi scegliere tra Web designer e Web developer, in modo da non restare poi deluso? Un Web designer può costruire siti web ed e-commerce utilizzando un CMS, ovvero un Content Management System, come WordPress ad esempio, per cui se si tratta di un progetto standard, un bravo web designer eseguirà bene il lavoro. Per progetti più avanzati con programmazione e personalizzazioni, soprattutto di e-commerce, occorre affidarsi a un Web developer, che avrà conoscenze più approfondite dei linguaggi di programmazione. Ad esempio, ipotizziamo che tu voglia costruire una piattaforma che gestisca una Community, oppure formule di abbonamento molto particolari, o che i Plug-in esistenti per WordPress non facciano esattamente quello che tu hai in mente, in questo caso occorre che il Web developer sviluppi qualcosa che non esiste in nessun CMS ed è quindi la figura giusta.

Se invece le tue esigenze riguardano solo personalizzazioni semplici del sito web come grafica, struttura, layout e contenuti, allora un Web designer è perfetto.

Attenzione però, perché spesso le delusioni arrivano quando:
– si chiede al Web designer di sviluppare anche il logo e la brand identity 
– gli si chiede di ottimizzare il sito in chiave SEO 
– gli si chiede di pensare – da solo – al Customer Journey dell’utente (da dove arriva, cosa fa, dove va, come viene trattenuto, ecc..)

Ognuna di queste azioni descritte sopra ha una figura specifica che se ne occupa, le vedremo qui di seguito.

Graphic designer

Scartando sempre l’ipotesi “faccio tutto io o faccio fare a mio cuggggino”, veniamo al ruolo del Graphic Designer: questa figura professionale è bene coinvolgerla prima di avventurarsi nello sviluppo di un sito web, ma dopo essersi chiariti le idee in merito alla propria attività e al proprio target. Mi è capitato molto spesso di captare frustrazioni varie, dall’uno e dall’altro lato, dovute al fatto che l’idea era ancora troppo acerba per essere messa su carta, con font e colori. Il Graphic Designer non è chiamato a fare la maieutica delle idee, bensì a trasformare ragionamenti verbali in una forma diversa, grafica appunto.
Il logo non sarà l’unico output ovviamente, a seconda del pacchetto concordato, ci potranno essere biglietti da visita, carta intestata, packaging, template per presentazioni, template per i social, manuale di utilizzo del logo e così via.

Ne abbiamo parlato con Josephine- The Creative Design Lab qui: fare Branding significa gestire in maniera strategica il posizionamento e l’immagine del brand o della figura professionale. 

Cosa non fa un Graphic Designer:
– non ti chiarisce l’idea di business o il target a cui ti rivolgi
– difficilmente fa prove all’infinito, più facile che vengano concordate un numero x di giri di bozze
– non sviluppa siti internet tranne nel caso in cui abbia studiato anche come Web designer

Social Media Manager

Essere presenti online significa farsi trovare dagli utenti attraverso i contenuti che si creano sulle diverse piattaforme Social, tuttavia il tempo da dedicare a questa attività può essere spesso un grosso ostacolo, soprattuto per business che fanno certi volumi di affari e non hanno un ufficio comunicazione interno. Il Social media manager si occupa di gestire in toto i Social, dalla definizione del piano editoriale, tono di voce, stile di immagine, talvolta anche produzione di grafiche “basic”, stesura dei testi, individuazione hashtag rilevanti, risposta ai commenti o indirizzamento degli stessi verso un commerciale, reportistica mensile; garantendo così una presenza e una visibilità costante.

Può esserci un unico Social Media Manager per tutte le piattaforme Social oppure diversi, molto verticali.
Non è detto che il Social Media Manager sia specializzato in Social Advertising, ovvero che sia in grado di gestire campagne Facebook e Instagram “paid”. Può esserlo a un livello base – è opportuno – ma se vogliamo una figura iper-specializzata in questo dobbiamo rivolgersi a un altro specialista ancora: l’Advertiser.  

Cosa non fa un Social Media Manager:
– non è un fotografo tendenzialmente
– non è un grafico
– non è un advertiser
– non è detto che debba fare anche il Community Manager – lo vediamo tra poco

Digital Strategist

Il Digital Strategist si occupa di delineare la strategia digitale di un brand o di un’azienda. Cosa significa in parole semplici?  Innanzitutto, che non si occupa solo di Social Media, ma deve avere competenze trasversali di marketing, UX design (User experience di un sito), analisi dei dati, SEO, digital advertising, conoscenza dei trend attuali e delle piattaforme e, non ultimo, un approccio multi-disciplinare e “olistico”. Ovvero deve saper mettere insieme fonti diverse, competenze diverse e ottenere una sintesi, il più possibile chiara e comprensibile per il cliente. 

Il digital strategist è la figura che disegna la strada da seguire rispetto a tutto ciò che implica l’uso di strumenti digitali. E’ una figura che ragiona per obiettivi (in gergo, KPI) ed eventualmente coordina un team di professionisti incaricati di implementare “la ricetta digitale”.

Cosa non fa il Digital Strategist: 
– non è un Social Media Manager
– non crea contenuti
– non dovrebbe “sparire”, ovvero per poter monitorare i risultati raggiunti dal cliente dovrebbe restare a disposizione per dei check-up periodici

Digital analyst

In stretta collaborazione con il Digital Strategist possiamo trovare il Digital Analyst, figura iper-specializzata, spesso proveniente dal mondo della statistica,  che si occupa di analizzare i dati. Quali dati? I più disparati. Potrebbe fare analisi di mercato, analisi delle performances, analisi sui clienti attuali, analisi sui contenuti, ecc…  E’ una figura sempre più richiesta dalle aziende, se potessi tornare indietro ai tempi dell’università un pensierino lo farei… :-) 

Advertiser 

L’Advertiser si occupa di pianificare e monitorare le campagne a pagamento, siano esse relative al mondo Facebook o Google (i principali, poi possono esserci anche altre piattaforme).  

Nello specifico, studia i target e stabilisce il budget da spendere per ciascuna campagna, tenendo conto degli obiettivi da raggiungere tramite quella specifica campagna e il budget a disposizione.
Cosa deve saper fare un Advertiser: d
efinizione degli obiettivi, scelta del target di riferimento, creazione di testo e visual, lancio e gestione della campagna, raccolta e analisi dei dati, ottimizzazione della sponsorizzazione. Un bravo advertiser deve essere in grado di capire quando attivare o chiudere una campagna, come ottimizzarla e migliorarne le prestazioni. Magari testando immagini differenti, un copy diverso e un target specifico. Più raffinato e con un’attenzione in più per ottimizzare l’investimento.

Community Manager

Negli ultimi anni, con l’aumentare delle piattaforme social, sono nati dei gruppi in cui le persone si ritrovano virtualmente per condividere opinioni e consigli su svariati argomenti. Attorno a questi gruppi sono nate le community online, e con l’aumento dei membri delle community, anche l’esigenza di alcune figure di riferimento che monitorassero ciò che viene condiviso liberamente. E’ nata così la figura del community manager, con il compito di gestire i gruppi Facebook, moderando le interazioni tra i membri e garantendo il rispetto delle regole base di ogni community. 

Solitamente, il Community Manager pubblica i contenuti destinati al gruppo Facebook e stimola il dibattito. 

SEO Specialist: chi è e di cosa si occupa

La figura SEO collabora invece con il Web designer/developer al fine di garantire l’indicizzazione dei contenuti sui motori di ricerca e dare così visibilità al brand. Per fare una buona SEO, è necessario studiare le parole chiave più pertinenti rispetto al brand e al settore, fare un’analisi della concorrenza e seguire i trend del momento con l’analisi dei micro-dati.

Ci può essere anche la figura del Copywriter specializzato in SEO, figura che personalmente raccomando sempre quando si tratta di delegare la stesura di articoli per il proprio Blog. Questa figura mescola le competenze di copy con quelle di SEO, per fare in modo che gli articoli non solo siano scritti correttamente e in forma scorrevole, ma che rispettino anche i requisiti per essere indicizzati da Google.

L’Intelligenza Artificiale Generativa e la SEO: un connubio promettente per chi desidera ottimizzare la propria presenza online

Grazie all’AI, è possibile automatizzare molti aspetti della SEO, dalla ricerca delle parole chiave alla creazione di contenuti ottimizzati. Utilizzando specifici prompt AI, si possono generare liste di keyword pertinenti e analisi competitive dettagliate.

Prompt di esempio con l’intelligenza artificiale per creare liste di keyword:

Ad esempio, prompt come “Genera un elenco delle principali parole chiave nel settore [settore]” o “Analizza le tendenze di ricerca per [argomento]” possono fornire dati preziosi. I tool SEO basati su AI possono monitorare costantemente le performance dei contenuti, suggerendo prompt come “Identifica contenuti con basso rendimento” o “Suggerisci miglioramenti per il posizionamento delle pagine su [keyword]”. Inoltre, l’integrazione di questi strumenti con la Search Console permette di usare prompt specifici con app di intelligenza artificiale per analizzare il traffico organico, come “Esamina le variazioni di traffico per le parole chiave principali” o “Identifica nuove opportunità di contenuto basate sui dati di ricerca”. Questo approccio, basato su prompt mirati con app AI come ChatGPT e un monitoraggio continuo, consente di mantenere un vantaggio competitivo e rispondere prontamente ai cambiamenti del mercato.

Business coach e/o commercialista 

Ultimo ma non ultimo, anzi fondamentale, nel momento in cui si decide di aprire Partita Iva e far nascere un brand, l’affiancamento di un business coach e/o di un commercialista, che sarà di supporto in tutti quegli step preliminari come: capire il modello di business da adottare, creare un Business Plan, pianificare  entrate ed uscite, ottimizzare la propria offerta di servizi/prodotti.