Quante volte ci siamo sentiti dire di studiare cose serie, tipo Legge, Ingegneria, Economia….? Perché il lavoro lo si trova solo così. Eppure…. c’è qualcosa che non mi torna, ve lo racconto qui.

«Prova a chiedere una definizione di creatività e ti ritroverai con tante opinioni quanti sono gli individui»
Queste le parole di Barry Day, noto pubblicitario americano.
Edison affermava che la creatività è: «1% di genio e 99% di sudore».
Einstein sosteneva che: «il segreto della creatività consiste nel saper nascondere le proprie fonti».
Poincaré considerava creativo tutto quello che fosse in grado di portare “novità e utilità” al tempo stesso.

La creatività, croce e delizia di questo secolo, snobbata e osannata allo stesso tempo, ha ancora un valore?
Perché tutti ne parlano come la chiave del successo, poi quando si tratta di consigliare un facoltà universitaria a un ventenne si tende ad evitare quelle che hanno che fare con la creatività? 

Io sono qui oggi, con una piccola azienda che gestisco da due anni a questa parte, un’azienda che produce contenuti creativi per terzi e che forma le persone sui temi correlati alla creatività. Un’azienda, insomma, totalmente basata sulla creatività.
Mi sono quindi messa a riflettere sul significato di questa parola oggi.

creatività flowerista, shooting fotografico

Se ti chiedessi di immaginare una persona creativa oggi, nel 2019, a chi penseresti?

Forse inizieresti ad immaginare un individuo particolarmente dotato di manualità o di immaginazione, un moderno Leonardo Da Vinci, un pittore, uno stilista, un imprenditore digitale magari, qualcuno di molto stravagante. In realtà, solide ricerche scientifiche che nell’ultimo ventennio si sono occupate di questo argomento, vanno in tutt’altra direzione. Le persone ricche di creatività sono assolutamente individui comuni,nella media insomma, sia per comportamenti, abitudini e tipo di personalità. Chiunque può a suo modo essere creativo! Con o senza doti manuali o personalità eccentriche. 

Quindi siamo tutti più o meno creativi. Quello che può fare la differenza sono le altre competenze e attitudini.

Oggi occorre, secondo me, affinare una quantità di competenze e di soft skills che un tempo non venivano richieste e che alcuni chiamano “T-SHAPED”. Immagina una grande lettera T: nella parte alta orizzontale mettiamo le competenze trasversali (saper comunicare, saper lavorare in squadra, sapersi promuovere, saper vedere prima degli altri e così via) e nella parte bassa verticale mettiamo le competenze tecniche (tutte quelle specifiche di ogni singolo settore, come la pittura ma anche l’ingegneria).

creatività flowerista

E soprattutto conta l’EXECUTION.

Tutta la creatività del mondo non basta, le idee non bastano, se poi non riusciamo a metterle a terra.
Ci vuole la volontà prima di tutto.
L’umiltà di capire cosa si sa fare e cosa no.
Il tempo.
La costanza.
La costanza anche nella formazione.
La capacità di saper chiedere aiuto.

Senza queste, e forse molte altre caratteristiche, la creatività resta solo nella nostra testa. Il che va benissimo, ma forse non è esattamente quello che vogliamo.

creatività e comunicazione flowerista

E poi soprattutto dobbiamo imparare a riconoscere l’importanza della creatvità, sia quella dentro di noi che quella degli altri. E non solo quella che si manifesta in doti artistiche, tutt’altro!

A quel punto, saremo consapevoli che nessuno ci può rubare la creatività, le idee invece sì. Ma la linfa che le alimenta, ecco quella no. E probabilmente diventeremo anche meno permalosi, perché se un’idea non piace o non è sostenibile, saremo pronti a sfoderarne un’altra! E’ un percorso che richiede tempo e una profonda conoscenza di se stessi, ma ci si arriva 🙂 Ne ho parlato in questo video su Youtube.

E tu? Cosa pensi della creatività oggi? Ti hanno mai spaventato con qualche frase che ho riportato anche io? Ti è mai capitato di avvertire che le tue fossero “doti inutili”? Rispondimi pure se ti va, partecipa anche tu a questo dibattito! A proposito, su Instagram c’è un hashtag che ci accomuna e ci permette di trovarci a vicenda. Si chiama #lacreativitaèunacosaseria. Usalo anche tu!

Invece se ti interessa trovare un modo per canalizzare, esprimere e promuovere la tua vena creativa, perché non dai un’occhiata ai miei corsi online