I giardini da indossare di Dove Sbocciavan le viole

Annamaria sogna giardini da vivere e giardini da indossare: è la creatrice di Dove Sbocciavan le viole e questa è la storia di come nasce la sua attività. Fatta di fiori, pietre dure, metalli e luci scintillanti.

Quella dei fiori è una passione che ti accompagna da sempre?

La passione per i fiori mi accompagna sin dalla nascita, sono cresciuta circondata da un grande giardino ai margini di un bosco. Mia mamma li raccoglieva, li conservava nei libri e li dipingeva.
Da “grande” mi sono laureata in architettura con una tesi sulle architetture vegetali. Sono stata gallerista d’arte e architetto paesaggista.

Flowerista - Dove sbocciavan le viole 1

Dal sogno di creare bellezza alla realtà. Come ci sei arrivata?

Per diversi anni ho organizzato mostre e realizzato giardini fino alla nascita di mia figlia Viola, quando mi sono trasferita negli Stati Uniti, tra la natura del Michigan prima, e poi tra i boschi e le spiagge del Connecticut. Durante i 7 anni trascorsi lì, ho sviluppato, attraverso vari corsi, una passione x il gioiello che ho, nel tempo, integrato con fiori veri, quelli appunto ritrovati nei libri di mia madre. Ho iniziato a ricoprirli di resina, un processo lungo che richiede molta attenzione e delicatezza, per renderli durevoli mantenendone le forma naturale,  per poi unirli con metalli a cristalli, perle e pietre dure.

Flowerista - Dove sbocciavan le viole 2

Rientrata in Italia sono stata tra i fondatori della prima edizione del Festival degli Orti alla Villa Reale di Monza e, sempre seguendo il tema floreale, ho continuato a realizzare gioielli, ma anche acquerelli, fotografie, ceramiche e istallazioni.

Un nome e un significato. Per cosa sta A.MA Dove Sbocciavan le Viole?

I giardini da vivere hanno lasciato sempre più spazio ai giardini da indossare; il nome AMA non è altro che il logo del mio studio di architettura AnnamariaMazzolaArchitetto e “dove sbocciavan le viole” il resto della mia creatività, in onore alle viole del mio bosco, a mia figlia Viola e a De Andre’, che le ricorda nella “Canzone dell’amore perduto”.

E per concludere, quali sono le “chicche” che ci vuoi svelare in anteprima?

Qualche anno fa è accaduto un evento importante, ho conosciuto Federica Fertini, con cui collaboro tutt’ora; anche lei è appassionata di viaggi e di gioielli, soprattutto vintage. Mi ha spinta ad osare di più. Insieme creiamo una linea basata sul riuso e la reinterpretazione. Una cavigliera del Rajasthan, ad esempio, può diventare il ciondolo di una collana, un orecchino ne diventa la chiusura e le pietre riacquistano nuova vita abbinate agli irrinunciabili fiori. Insieme abbiamo tanti progetti da realizzare e quello per il nuovo anno sarà indubbiamente all’ insegna della Poesia. 

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Le parole, i messaggi che vogliamo dare, prenderanno forma attraverso il filo metallico, parole intercalate da fiori scelti in base al loro significato, così come le pietre e i colori dei cristalli, a cui riconosco individuali proprietà energetiche e benefiche.

Annamaria sarà presto online nella Boutique Flowerista. Nel frattempo potete seguirla su Instagram e su Facebook.

Credits foto: Marco Barbieri

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