Parliamo di women empowerment

Si parla tanto di empowerment femminile, ma che cosa vuol dire esattamente empowerment? Come si può declinare nella vita di tutti i giorni? E soprattutto, cosa c’entrano i fiori?

 

Ecco, è stata travolta anche lei dall’onda anomala del girl power, del female empowerment, del girls do it better e così via, mi farete notare. Un po’ sì, lo ammetto, ma adesso vi spiego anche perché e come ho voluto interpretarlo nella mia vita quotidiana, oltre che su questo blog. E cosa c’è di diverso oggi rispetto alla versione edulcorata che mi davano “da bere” in azienda qualche anno fa, versione che ancora fa il giro del mondo senza riuscire a risolvere granché.

La prima volta che ho sentito questa parola avevo forse 27-28 anni (ne sono passati 7 da allora) ed ero molto lontana dal tipo di sensibilità che ho oggi.

Una carriera abbastanza avviata in un’istituzione finanziaria, un numero di donne intorno a me giovani e brave sufficientemente alto da non farmi sentire isolata, un altrettanto copioso numero di donne più grandi a capo dei propri team. Mi sembrava di vivere in una bolla felice, un luogo in cui un corso sull’empowerment femminile proprio non fosse necessario. Eppure partecipai. E scoprii che sollevando il tappeto saltavano fuori malumori di ogni tipo, dal livello di stipendio al trattamento misogino, dalla battuta infelice fino all’impossibilità materiale di coniugare lavoro e famiglia senza impazzire. Era bastato dare voce a una decina di donne apparentemente dalla vita invidiabile per sentirmi oppressa e senza via d’uscita: davvero era quello a cui stavo andando incontro anche io o la mia situazione sarebbe stata diversa?

Tutti lo pensiamo, no? A me non succederà.

Io saprò lottare e farmi valere. Terrò gli occhi aperti. Mi saprò difendere dalle battute. Avrò una tata e terrò magicamente insieme tutto.

Me lo sono ripetuta tante volte nella testa, per riuscire a crederci. Ho continuato a seguire il corso che insegnava a concentrarsi sul qui e ora, a tenere focalizzata la mente per non dimenticare figli in giro, ad assaporare le cose belle della vita. Eppure non risolvevo forse la questione di fondo. Quel corso era più che altro mirato ad accettare lo status quo per non intaccare il sistema di welfare aziendale, che si basa su precari equilibri di azione-reazione. Non insegnava alle donne ad entrare in contatto con i propri talenti, anzi. Era come se avessi imparato a vedere il problema, ma non avessi la chiave per risolverlo, e come me, credo tante altre donne.

Certo, accorgersi del problema è già un primo passo. Ma poi? Era a quel punto che sarebbe dovuto intervenire il vero e proprio sviluppo dell’empowerment, ma niente.

La svolta nel mio caso ha coinciso con un altro corso, di tutt’altra natura ma più incisivo. Si trattava di un corso di fotografia. La fotografia, se ben insegnata, ha il grande pregio che non porta a saper usare una macchina fotografia, ma a vedere la realtà da un altro punto di vista. Quel corso mi ha aperto gli occhi su un mondo che non conoscevo assolutamente e in un certo senso anche su me stessa, perché mi ha messo a tu per tu con la mia creatività.

Il mio errore più grande, guardandomi indietro ora, è stato non accorgermi per tanto tempo che anche io avevo un talento, e quel talento si chiamava creatività.

Forse a voi che leggete questo blog apparirà strana questa frase, ma posso confermarvi che tutti mi hanno sempre fatto credere di essere una perfetta esecutrice e nulla più. La creatività era riservata a chi sapeva disegnare o dipingere. Ok, erano altri anni, ma sono sicura che tutt’ora in molte aziende la creatività non sia una delle doti più richieste, purtroppo.

Ecco perché oggi parlare di women empowerment senza allargare il discorso alla scoperta dei propri talenti e alla valorizzazione di tutte le categorie di creatività ha poco senso.

Ed ecco perché ho deciso che su questo blog d’ora in poi si sarebbe parlato, oltre che di creatività e di fiori, anche di come sviluppare l’empowerment.

Lavorare con i fiori, fotografare, scrivere, creare gioielli, risolvere problemi logistici, creare eventi, costruire palazzi o vendere cose, sono tutte forme in cui si manifesta la creatività. Occorre prima di tutto prenderne atto e poi correre ad esercitarla se si vuole avere successo!

Summary
Parliamo ancora di women empowerment
Article Name
Parliamo ancora di women empowerment
Author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Informativa Privacy

*

Accetto