Il vintage contemporaneo

vintage contemporaneo è Apparentemente un ossimoro, ma a pensarci bene, in realtà è un’affermazione di immortalità. Ci sono forme e stili vintage che non passano mai di moda e a renderle ancora più grandi è l’uso che se ne fa nella vita di tutti i giorni.

 

Nei miei post parlo spesso di libertà creativa, fantasia e immaginazione. Sono doti trasversali che si possono applicare al flower design come all’architettura e alla scrittura, sono di fatto le uniche armi che abbiamo per differenziarci e restare attuali, auspicabilmente anche tra 100 anni.

Cito non a caso l’architettura perché dalla recente esperienza nella redazione di CasaFacile ho voluto trarre ispirazione per parlarvi di un’icona contemporanea che sicuramente vi sarà capitato di vedere in Tv o sui libri: la sede Mondadori di Segrate, 

Un progetto dell’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, fortemente voluto da Giorgio Mondadori, allora Presidente della casa editrice.

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L’edificio risale al 1975 ma potrebbe essere stato progettato ieri. Stupisce di certo per l’imponenza, la monumentalità che lo riconduce al razionalismo italiano nei suoi esiti migliori, ma ciò che mi ha colpito di più è la sequenza di arcate simile a quella degli acquedotti romani. Forse una suggestione, ma proprio come le strutture millenarie che sono giunte semi-intatte sino a noi, anche questo edificio rivela un grande rispetto per il paesaggio tutt’intorno. Tralasciamo il disordine urbano e le speculazioni edilizie limitrofe, quello che lo rende unico è il rapporto tra edificio, spazi aperti e paesaggio.

 

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A me è sembrato subito, dopo aver varcato la barriera dei controlli, di essere stata catapultata in un’altra dimensione. Le figurine umane che si muovevano minuscole sui camminamenti ai bordi delle vasche sembravano protagoniste di un sogno più che dirette al lavoro. La loro andatura, parallela rispetto allo svolgersi delle arcate, aveva un ritmo quasi musicale.  E anche le piccole sagome come me, in attesa di entrare, al di sotto dei cinque piani sospesi degli uffici sembravano parte integrante di questa “architettura pubblicitaria”, come è stata definita da Niemeyer stesso.

 

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Se è vero che fare architettura è anche creare qualcosa di inedito attingendo dal passato, di certo l’architetto brasiliano ci è riuscito. E in questo modo ha consacrato il suo edificio all’immortalità.

Spostandoci dall’architettura delle grandi opere a quella degli interni, ecco un altro protagonista della giornata trascorsa in redazione che è riuscito a rinnovare la propria impronta classica sfruttando lo stesso processo di “attualizzazione del passato” e creando un gioiello di vintage contemporaneo.

Scavolini, marchio icononico di cucine italiane, ha firmato una collaborazione con il brand dallo spirito vintage per antonomasia, Diesel, per sviluppare un’idea di Social Kitchen iper-contemporanea ma ispirata ad alcuni tratti del passato.

 

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Contenitori, vani a giorno e vetrine vintage rappresentano le caratteristiche più evidenti di questa cucina. Materiali come legno, acciaio e il vetro lavorato insieme al metallo assumono un aspetto di “usato” e retrò che le rende a dir poco accattivanti. L’idea è quella di dar vita ad un ambiente vissuto, che mixa con ironia un’anima vintage a dettagli di ispirazione industriale. Noi abbiamo provato ad accostare in questa mood-board alcuni elementi della vita di tutti i giorni che potessero esaltare la personalità di questa cucina dal tratto vintage contemporaneo.

 

Photo credits: Sara Malaguti