L’arte dell’Ikebana

Il mio incontro con l’arte dell’Ikebana e Akiko Gonda è stato emozionante e avvincente, mai mi sarei aspettata di fare un viaggio nella cultura del Giappone in così poco tempo.

 

Trovare il coraggio di prendere decisioni, emozionarsi senza esserne travolti.
E’ questo, in estrema e sicuramente superficiale sintesi, che ho capito nel mio pomeriggio a tu per tu con l’arte dell’Ikebana. Maestra d’eccezione, Akiko Gonda, la Signora dell’Ikebana, l’unica maestra giapponese che insegna in Italia.

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Akiko Gonda nel suo studio milanese

Mi ha accolto in uno studio nel centro di Milano dai toni caldi e dal gusto minimal, con tanta, tantissima luce, indispensabile per creare e lasciarsi ispirare. Studia Ikebana da quando aveva 16 anni ed era ancora in Giappone, e da allora non ha mai smesso; tanto che oggi insegna ai propri allievi come diventare maestri a loro volta.

Alla domanda “Come ci si sente ad essere l’unica maestra giapponese in Italia?”  ha risposto toccando uno dei temi essenziali del nostro tempo: lo scontro/incontro tra culture e tradizioni.

E’ così che siamo finite a parlare di stereotipi culturali e aspettative da attendere: se da un lato, in Italia, l’allievo-tipo di un corso di Ikebana si aspetta di trovare un concentrato di cultura giapponese, mescolando situazioni e attività in realtà molto distanti tra loro, come l’arte della calligrafia, la cerimonia del the o la maestra vestita col kimono, dall’altro, in Giappone, l’arte dell’Ikebana sta addirittura rischiando di scomparire, minacciata dall’attrazione per lo stile di composizione occidentale.

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I fiori di aglio che diventeranno protagonisti dell’Ikebana di Akiko

Ma qual è lo stile di Akiko, invece?
Mi ha colpito il suo essere fuori dagli schemi e la sua presenza discreta. Un altro luogo comune che associavo all’arte dell’Ikebana, infatti, era la rigidità delle regole. Con Akiko ho scoperto l’esatto opposto.

L’Ikebana vive sì di alcune regole base, ma poi lascia un grande spazio alla creatività, a partire dalla scelta del vaso, che diventerà poi un tutt’uno con le forme di fiori e rami .

Akiko interviene solo nel momento del bisogno, se vede che l’allievo è in difficoltà, altrimenti lascia ciascuno libero di agire e interpretare. E soprattutto, ha un grande rispetto per i tempi. “Riposati” ha detto “prenditi il tuo tempo e tornaci dopo”. Anche perché se sbagli a tagliare qualcosa, non puoi più riattaccarlo.

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Akiko al lavoro sull’Ikebana, dopo aver tagliato il gambo dei fiori in acqua, per non fare entrare aria

Questo processo continuo di “decisione e azione” ha incuriosito le Risorse Umane di alcune aziende, che hanno deciso di far allenare i propri manager a prendere decisioni tramite l’arte dell’Ikebana, in un clima sicuramente più rilassato e colorato di quello che si respira in ufficio.
Ma non solo. Akiko ha deciso di donare la propria arte e il proprio sapere anche alle comunità più svantaggiate, organizzando corsi in carcere e nei centri di recupero per tossicodipendenti.

La funzione catartica di questa pratica ha un’influenza sicuramente positiva sul fluire delle emozioni, ti dà il tempo di riflettere sulle scelte di vita.

Non a caso Akiko capisce immediatamente la persona che sei dalla prima Ikebana che fai.

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L’Ikebana realizzata da Akiko

Akiko riceve su appuntamento tutti i martedì dalle 14.30 alle 20.00 in via Carducci 7 a Milano.

 

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